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OrocopoCentroIsa

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Entrate pure,scusate se non vi offro nulla.
Non spaventatevi del disordine, il posto è grande e ci dovremmo stare tutti, in fondo mi basta spostare di qualche metro i vecchi libri che non riesco a leggere attenzione agli strumenti, passate dietro la batteria,occhio ai pezzi della moto che dovrei riparare da anni ormai sparsi in giro , ed ecco che ognuno può mettersi comodo.
Da qualche parte ci sono delle sedie ma giusto tre o quattro e quindi la maggior parte di voi dovrà accontentarsi di sedere per terra.
Bhe non credo vi facciate problemi ci siamo sempre accampati un po’ ovunque no?

Qua dentro c’è di tutto. Alle vostre spalle ho abbandonato tra la polvere la disciplina e lo spirito d’iniziativa, uno di questi giorni dovrei dargli una messa a punto, solo che non ho mai voglia. In quelle scatole nell’angolo tengo le ansie e le paure e qualche tonnellata di pensieri deliranti. Forse ho detto troppo. Siamo qui per farci due risate...

 

Alcune cose che ho imparato,credo,... 

 

1 . Tieni l’anima ben nascosta.

Alcuni ne vogliono solo un pezzetto e se lo mordono via nel tempo necessario a dirti che sei speciale. Altri non sanno saziarsi, vogliono berne finché ne sanguini e allora si attaccano e suggono sino alla consunzione del muscolo. Altri ancora sono quelli che ti guardano negli occhi, credono di sapere cosa sia giusto per te e intanto premono le dita sulla trachea e sorridono.
Vogliono la tua perché la loro, come quella di chiunque, invecchia e sembra consumarsi e avvizzire.

 

2 . Le donne sono semplici da trattare.
Basta amarle. Devi amarle senza condizioni e con tutte le forze che la tua convinzione possiede, e devi venerare i loro difetti e innamorarti delle cose che le rendono una diversa dall’altra.. Alcune sono pazze e di solito sanno volerti bene meglio delle altre, a volte ti odiano e a volte ti odiano un po’ meno e troppo spesso piangono. Altre invece sono forti e fiere e sanno fare cose grandi e luminose, sanno far funzionare la vita meglio di te e ho scoperto che sono tutte ingenue e oneste come bambine.Tutte però fanno le stupide di tanto in tanto.
Ci sono donne meravigliose al mondo e io vi auguro di incontrarne il numero più alto possibile.Ah, poi ci stanno le zoccole..


3 . Ho avuto spesso paura e spesso mi sono sentito solo.

Credo che sia così per tutti. Quindi, in un certo senso, non dovresti mai aver paura perché non sei mai davvero solo. Se hai la fortuna di credere a queste stronzate, forse riuscirai a prenderla con filosofia anche quando le cose non vanno bene. Se invece non ci caschi, sei abbastanza sveglio per prenderla comunque un po’ meglio.


4 . Fai sempre il tuo bene.

Trova una scialuppa e pianta una bandiera con la tua sigla. Poi alzati in piedi e pontifica di quello che ti pare. Goditi il suono della tua voce mentre celebri la meraviglia della tua sopravvivenza.
Se non ti fa stare bene hai un problema con te stesso, e se hai un problema con te stesso è ora di risolverlo e accettarti. Anche se sei un fallito, anche se sei uno stronzo.

 

Ho amato , ho riso e pianto.
Ho avuto le miei soddisfazioni
la mia dose di sconfitte
e allora , mentre le lacrime si fermano trovo tutto molto divertente


È per questo che ogni cosa che mi passa tra le mani è importante. Ogni cosa che io tocchi e che costringa le mie sinapsi a lavorare sul concreto, ogni cosa che sia carne e calore è qualcosa che mi salva dall’affogare dentro me stesso.

 

e un pò sono triste però...cioè pensavo peggio..in fondo affacciatevi alla finestra e guardate che sole…

A voi i commenti

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Dec. 19
giudiwrote:
Nov. 6
giudiwrote:
Nov. 6
giudiwrote:
Nov. 6
Teresa .wrote:

commentbaby.com

Oct. 31
Gяєтαwrote:
Oct. 31
Gяєтαwrote:
Oct. 24
Questa piccola stellamandala a ki ti ha fatto piacere conoscere nella vita...
Io la mando a te con tutto il mio cuore ... Rimandala anche a me se ti ha fatto piacere conoscermi...
Se te ne tornano almeno 4 domani, avrai una sorpresa ke aspetti da tanto tempo…rifiuta e perderai tutte le persone a cui tieni di più! Abbraccio destroLabbra rosse
 
HAVE A MAGIC WEEKEND.KISS KISS.SWEET DIAMOND
Oct. 17
Gяєтαwrote:
Oct. 17
LandofEnchantment.jpg sereia picture by 7flechas

Ciao  ,

un grazie del amacio nel mio blog.

Sarai sempre lo benvenuto nel mio blog.

 

Un abbraccio un bacio

Iara Tatiana

╱◥ 
︱田︱田 A casa é sua !!!
╬╬╬╬╬╬╬╬╬          
****
********************

Estrela-do-mar

Oct. 14

O paradidle 'ncopp o paradidle?!!?

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Le stelle stanno in cielo, i sogni non lo so...

... so solo che son pochi quelli che si avverano
March 20

Siamo ciò che scegliamo[156]

E poi arriva il momento in cui ti fermi un attimo e ti volti a guardare le tue impronte.
Cosa sei e cosa hai.
Niente? Molto? Poco?
Dipende.


Bilanci.
Bilanci impietosi, bilanci spietati, bilanci pungenti, bilanci schietti, bilanci avvilenti, bilanci sconfortanti.
Bilanci scoraggianti.

Cerchi qualcuno a cui dare la colpa, cerchi qualcosa, che sia altro da te, che possa giustificare, o almeno motivare, il tuo attuale traguardo.
Sai di poter attingere a mani basse ad un pantheon di cause, concause e personaggi illustri che correranno sempre in soccorso della tua coscienza, sgravandola di vari fardelli.
Ma se li osservi meglio, vedi che loro sono gli attori che tu stessa hai ingaggiato nella grande rappresentazione della tua vita, fino ad oggi.
Non tutti, ovvio. Ma da un certo punto in poi, si.
E sai che la risposta che stai cercando nessuno di loro ce l'ha in copione.

Tutto è una scelta e si può sempre scegliere.
Anche quando pensiamo di non avere scelta, inganniamo noi stessi o gli altri.
Noi siamo le nostre scelte.

Siamo diventati abilissimi esperti nel trovare giustificazioni, distinzioni, limitazioni, vincoli, debolezze, paure, insicurezze, tutto ciò che possa legittimarci nel non scegliere.
Cazzate.
Noi scegliamo. Sempre e comunque.

Scegliamo ciò che siamo, ciò che diventeremo, ciò che abbiamo, ciò che faremo, ciò che vogliamo, ciò che perdiamo.
Non c'è una logica comune che possa spiegare le nostre scelte.
C'è chi sceglie di soffrire, c'è chi sceglie la via più facile, c'è chi scappa, chi combatte, chi resiste, chi rinuncia, chi trattiene, chi non ama, chi vive per finta, chi muore per davvero o chi ha bisogno della tragedia per trovare conferma della propria esistenza o sentirsi speciale.

L'unica cosa che attesta le nostre scelte sono i fatti. E i risultati.

Tutto ciò che sono e non sono oggi, che ho e non ho oggi, è perfettamente coerente con ciò che ho scelto.

Non è una condanna. E' una constatazione.
Detto io le regole, ma non significa che le conosca o le ricordi.

Se le ricordassi, ricorderei anche che si può sempre scegliere qualcos'altro e cambiare rotta, gradualmente o repentinamente.

Ora scelgo di stare qui, fermo, e urlare. Urlare urlare urlare. In silenzio e contro nessuno.
Un'altra scelta più sbagliata che inutile.

February 10

Il giorno del ricordo[155]

Il testo di legge n 92 del 30 marzo 2004 recita

« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. »

 

Questa triste vicenda che ha visto la morte di numerosi cittadini italiani nel corso degli anni è stata strumentalizzata dai vari "colori" politici quindi nel rispetto della tragedia umana mi escluda dal commentare perchè cadrei inevitabilmente in un discorso politico

 

 

 
February 04

Sgrena[154]

Sono trascorsi 4 anni da quando la giornalista inviata del "Il Manifesto" fu rapita in Iraq
 
Rapita il 4 febbraio 2005 dall'Organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad (Iraq) per realizzare una serie di reportage per il suo giornale, è stata liberata dai servizi segreti italiani il 4 marzo, in circostanze drammatiche che hanno portato al suo ferimento e all'uccisione di Nicola Calipari, uno degli agenti dei servizi di sicurezza italiani che dopo lunga e efficace trattativa la stavano portando in salvo.

La sua liberazione era stata invocata in più appelli video trasmessi dal capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi (che le aveva conferito nel 2003 il titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività di giornalista e scrittrice) e della sua sorte si era preoccupato (dal letto dell'ospedale Gemelli di Roma in cui si trovava ricoverato) anche Papa Giovanni Paolo II.

 

Nella sua carriera di cronista, la Sgrena ha avuto modo di realizzare numerosi resoconti da zone di guerra, tra cui Algeria, Somalia ed Afghanistan. Si è occupata particolarmente della condizione della donna nell'Islam, tema sul quale ha scritto un libro.

 

 

 Principali date del sequestro Sgrena

 

Secondo quanto riportato dai media radio-televisivi e della carta stampata, nonché da numerosi fonti di informazione online, il suo rapimento ad opera di un commando armato - in pieno giorno, il 4 febbraio - è avvenuto mentre si trovava a bordo di un'auto nella zona universitaria di Baghdad per recarsi nella vicina moschea di al-Mustafah ad effettuare alcune interviste ai profughi di Falluja.

 

Nel medesimo quartiere erano stati rapiti il 5 gennaio precedente la giornalista francese di Libération Florence Aubenas e il suo autista.

 

 

 7 febbraio 

Dalla rivendicazione del sequestro via web da parte dell'Organizzazione della jihad islamica fino alla sua drammatica liberazione è stato tutto un succedersi di eventi: dapprima l'ultimatum di settandue ore indirizzato al governo italiano affinché venissero ritirate le truppe dall'Iraq; quindi, la sera del 7 febbraio l'annuncio - sempre via internet e sempre da parte dell'organizzazione terroristica - di una prossima liberazione della cronista, annuncio poi rivelatosi infondato.

 

È in questa circostanza che il gruppo terroristico che fa capo ad Abu Musab al-Zarqawi smentisce ogni coinvolgimento nel fatto; una pressione per la liberazione di Sgrena viene anche dal Consiglio degli Ulema sunniti.

 

Appelli vengono diffusi attraverso le emittenti satellitari arabe Al-Jazeera e Al-Arabya da parte dei colleghi de il manifesto, di esponenti della Lega Araba e del governo francese. Contestualmente, a poco più di una settimana dal rapimento, inizia un incessante susseguirsi di messaggi tesi a infondere ottimismo circa le sorti della cronista, tutti peraltro giudicati privi di fondamento dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana.

 

 

 10 febbraio

10 febbraio: l'Organizzazione della Jihad islamica reitera il suo ultimatum al governo italiano intimando di ritirare entro quarantott'ore le truppe dall'Iraq.

 

 

 16 febbraio 

16 febbraio: Giuliana Sgrena appare - su uno scarno fondale con la sola scritta Mujahiddin senza confini - in un video fatto pervenire alla redazione della Associated Press di Baghdad. In un drammatico messaggio invoca il ritiro del contingente italiano e ammonisce affinché nessuno - neppure della stampa - si rechi in Iraq; chiede inoltre al suo compagno Pierluigi Scolari di mostrare le foto scattate ai bambini colpiti dalle cluster-bomb sganciate dalle forze statunitensi.

 

 

 19 febbraio 

19 febbraio: si svolge a Roma una manifestazione cui partecipano cinquecentomila persone, presenti i leader dell'opposizione di centro sinistra mentre sono assenti esponenti del governo. Al-Jazeera e Al-Arabiya trasmettono - in lingua araba - il video che raccoglie le foto di Giuliana Sgrena ai bambini iracheni colpiti dalle cluster-bomb statunitensi.

 

 

 21 febbraio 

21 febbraio: gli inviati stampa italiani lasciano la capitale irachena - ritenuta ormai zona ad alto rischio - su sollecitazione dei servizi segreti.

 

 

 24 febbraio 

24 febbraio: riaffiora - ad opera di una televisione satellitare irachena, Al-Sharqia - la voce di una prossima liberazione di Sgrena.

 

 

 4 marzo 

4 marzo: dopo una settimana in cui ottimismo e scoramento si alternano senza soluzione di continuità, Giuliana Sgrena viene liberata grazie alla mediazione dei servizi segreti italiani; durante il trasferimento all'aeroporto di Baghdad, mentre sulla capitale irachena imperversa un violento temporale. Dopo aver attraversato parecchi check-point, l'auto sulla quale viaggia la giornalista de "il manifesto" viene illuminata da un potente faro ed immediatamente investita da una pioggia di colpi (prime voci riportano 300-400 colpi sparati) da parte dei soldati statunitensi.

 

Uno dei Funzionari del SISMI a bordo dell'auto - Nicola Calipari - rimane ucciso sul colpo, raggiunto da un proiettile alla testa, pare nel tentativo di proteggere la giornalista, la quale rimane comunque ferita ad una spalla. Le prime notizie giunte ai giornali, parlano di altri due agenti feriti a bordo dell'auto (tra cui uno in maniera grave). Nei giorni successivi però, viene smentita la presenza di un quarto uomo ferito gravemente: sull'auto, la Sgrena e Calipari viaggiavano accompagnati solamente dall'autista.

 

Le ricostruzioni ufficiali statunitensi sostengono che l'auto non si era fermata al posto di blocco procedendo ad alta velocità, tesi peraltro contestata in Italia da fonti del governo italiano e dei servizi segreti e dalla stessa Sgrena, la quale aggiunge che non si trattava di un posto di blocco.

 

February 03

Il vero Re del Rock,forse!![153]

Sono passati quasi cinquant'anni. La notte tra il 2 ed il 3 febbraio del 1959, un piccolo aeroplano Beechcraft Bonanza registrato con il numero N3974N e diretto a Fargo North Dakota, precipita a causa di una tormenta di neve pochi minuti dopo essere decollato da Mason City, Iowa.

 
Le quattro persone a bordo muoiono sul colpo. Sommando le loro età non si arriva a 90 anni. I tre passeggeri avevano pagato la tariffa richiesta di 36 dollari ed erano partiti contenti di non dover viaggiare tutta la notte su un pullman scassato in cui non funzionava neppure il riscaldamento. In aereo invece sarebbero arrivati in poco tempo a Fargo ed avrebbero finalmente avuto l’occasione di dormire una notte decentemente. Non potevano immaginare che il pilota, il ventunenne Roger Peterson, non aveva neppure l’abilitazione necessaria per volare di notte basandosi soltanto sulla strumentazione di bordo.
Il più giovane dei tre, Richard Valenzuela, era poco più di un ragazzino. Diciassette anni, sedici dei quali passati a Pacoima, un sobborgo della San Ferdinando Valley abitato in prevalenza da immigrati ispanici come lui. L’ultimo anno, invece, Richard lo ha passato in giro per gli Stati Uniti come Ritchie Valens, rocker chicano e brillante promessa della nuova musica che per primo ha portato in classifica un brano di rock and roll cantato in spagnolo, La Bamba, insieme al lato B dello stesso singolo, Donna, la canzone che ha scritto per la ragazza che gli aveva spezzato il cuore alla San Fernando High School.
Dopo lo spettacolo della sera precedente Valens aveva quasi lottato per il posto in aereo, aggiudicandoselo a testa o croce ai danni del batterista Tommy Allsup. Un altro dei tre passeggeri, Jiles Perry Richardson, ventinovenne più noto come The Big Bopper, era invece salito a bordo grazie ad una gentilezza del diciassettenne bassista Waylon Jennings, il quale gli aveva ceduto il posto in considerazione della sua imponente mole che non gli avrebbe permesso di riposare bene negli angusti spazi del pullman. The Big Bopper, DJ texano di Beaumont dal carattere ilare e spensierato, si era appena inventato una carriera da cantante con il successo di Chantilly Lace, una canzone dall’inizio originale con uno squillo di telefono e la sua voce baritonale che rispondeva un “Hello Baby!” che sembrava un promessa di divertimento. Il giovanissimo Waylon Jennings gli aveva lasciato il suo posto volentieri. Tanto per lui andare in giro a suonare con i professionisti del rock and roll era una novità ed uno spasso e non faceva caso alle scomodità di un tour organizzato male. Jennings avrebbe dovuto essere su quell’aereo insieme al chitarrista Tommy Allsup poiché il viaggio era stato organizzato dal suo leader, il terzo passeggero: Buddy Holly. A soli ventidue anni se ne va così il personaggio che aveva in mano il futuro del rock and roll. Con le sue intuizioni melodiche, con l’enfasi ritmica che attingeva in egual misura sia dal R&B che dal country. Holly sintetizzava già l’intelligenza compositiva di Chuck Berry, l’originalità ritmica di Bo Diddley e la sensibilità pop di Elvis Presley. Era già un personaggio proiettato nel futuro con la grande curiosità di sperimentare sovraincisioni ed armonie che materializzavano in musica con grande efficacia le sue intuizioni.
Nonostante tutti i problemi che stavano caratterizzando negativamente il Winter Dance Tour, il concerto alla Surf Ballroom di Clear Lake non era andato male. Buddy Holly aveva cantato Peggy Sue, That’ll Be The Day, Maybe Baby, Rave On ed altri suoi brani con impeto di fronte al pubblico in estasi. In realtà il novello sposo Holly non si era imbarcato in questo tour invernale con molto entusiasmo. Avrebbe preferito restare a New York con Maria Elena, ma i recenti dissapori con Norman Petty, su questioni sia artistiche che economiche, rendevano ulteriormente opportuno guadagnare un po’ di soldi per garantirsi una certa tranquillità economica. Holly gli aveva anche fatto causa per ottenere un mucchio di soldi relativi a royalties che non erano state pagate al gruppo. Petty aveva osteggiato il matrimonio con Maria Elena, donna intelligente e determinata che aveva finalmente dato ad Holly una maggiore sicurezza nei propri mezzi, convincendolo a liberarsi dalla esagerata soggezione psicologica esercitata nei sui confronti da parte del suo manager e produttore. Buddy Holly aveva così deciso di rompere il sodalizio con Norman Petty e trasferirsi a New York, chiedendo anche a Jerry Allison e Joe B. Mauldin di seguirlo. Ma questi, pur non osteggiando il suo matrimonio, erano stati convinti da Petty a rimanere con lui a Clovis, mantenendo il nome The Crickets e lasciando andare Holly per la sua strada. In fondo Holly aveva avuto solo un hit a suo nome, Peggy Sue, e Norman Petty aveva anche sottolineato di avere a propria disposizione tutto il denaro che si trovava in banca. “Lo faremo morire di fame” erano state le testuali parole di Norman Petty riportate da Mauldin.
Nella corso dell’ultima telefonata a Maria Elena, che aveva da poco scoperto di essere incinta, Buddy le aveva raccontato che sarebbe partito in anticipo per organizzare meglio le cose. Ma non gli aveva rivelato di aver prenotato un aereo poiché altrimenti si sarebbe preoccupata troppo. Per una ironica combinazione la stessa sera della tragedia Jerry Allison e Joe B. Mauldin avevano cercato inutilmente di contattarlo telefonicamente per scusarsi e chiedergli di poter tornare a suonare insieme a lui.
Il Beechcraft Bonanza, partito a mezzanotte e mezza, precipita poco dopo. I suoi resti vengono ritrovati la mattina seguente alle 9.30. Da una radio di Mason City qualcuno intercetta casualmente alcune conversazioni tra la polizia e la torre di controllo dalle quali si viene a sapere chi fosse a bordo dell’aereo. La notizia della morte di Buddy Holly rimbalza in tutta la nazione ancora prima che i corpi vengano identificati. E’ uno shock incredibile. Tutti gli amici ed i parenti degli artisti apprendono la notizia dalla radio prima che qualcuno sia in grado di avvertirli. Per tutti gli appassionati del rock and roll questa è la prima tragedia. L'ultimo singolo di Buddy Holly, intitolato con amara coincidenza It Doesn’t Matter Anymore, sull’onda di una commozione collettiva, naturalmente finisce in cima alle classifiche.
Nel 1971 il cantautore Don Mc Lean canterà American Pie, una canzone piena di riferimenti alla storia del rock e misteriose metafore, che rievoca il giorno della morte di Buddy Holly definendolo “the day the music died”, cristallizzando in modo enfatico e significativo il passaggio dall’innocenza e l’ingenuità degli anni ’50 al periodo più consapevole e travagliato degli anni ’60, che inizieranno con un altro episodio che segna in maniera drammatica l’inizio della nuova decade. La domenica di Pasqua del 1960, il 17 aprile, Eddie Cochran, la sua ragazza Sharon Sheeley e Gene Vincent sono a bordo di un taxi che li sta accompagnando all’aeroporto per rientrare negli Stati Uniti dopo un trionfale tour in Inghilterra. All’altezza di Chippenham, Wiltshire, l’auto rimane coinvolta in un fatale incidente. Gene Vincent rimane gravemente ferito. Eddie Cochran muore a soli ventun anni. E’ l’ultimo pugno nello stomaco. La storia del rock ripartirà dall’Inghilterra.

February 02

Sid il Cattivo[152]

Da oggi e fin quando ne avrò tempo e voglia innauguro una nuova "rubrica" ovvero ACCADDE OGGI, una sorta di tentativo di ricordare cosa è sucesso nella giornata odierna negli anni passati; sia ben inteso gli argomenti sono scelti da me secondo i miei gusti  e i miei interessi quindi non aspettatevi altro che quello che sono solito riversare in queste pagine ovvero un occhio sul sociale senza disdegnare la politica con un interessa per la musica arte letteratura e cose simili ovvero quelli che solitamente sono i miei comuni interessi.
 
E ora a noi
 
 
 
Il due febbraio del 1979 ha fine l’epopea di Sid Vicious(John Simon Ritchie - Londra, 10 maggio 1957 - New York, 2 febbraio 1979 - noto come Sid il Cattivo), per molti vera e propria vittima di tutta la circense vicenda dei Pistols. Ben 29 anni orsono Sid viene trovato morto per un’overdose a New York, nell’appartamento di un’amica (e nuova fiamma): la vicenda dell’omicidio di Nancy è ancora fresca, lui è appena uscito su cauzione.

La polizia gli sta col fiato sul collo, i Sex Pistols sono esplosi in mille schegge, lui è troppo fatto e ingenuo per approfittare della situazione. Il massimo che riesce a fare è cercare il conforto di personaggini a lui affini, tipo Johnny Thunders e compagnia bucherellante.
La madre in una lunga intervista rilasciata prima di morire (anche lei di overdose: malattia di famiglia?) si è detta certa che Sid si sia suicidato - visti almeno un paio di tentativi mal riusciti nelle settimane precedenti - e ha anche prodotto un bigliettino che avrebbe trovato nella tasca dei suoi jeans in cui chiedeva che le sue ceneri fossero sparse sulla tomba di Nancy.

Difficile dire come sia andata, ma il risultato è quello che tutti conosciamo. A rendere un po’ più amaro il sapore della vicenda contribuisce il fatto che dopo la scomparsa di Sid il processo fu interrotto e nessuno si occupò più del caso della morte di Nancy, su cui permangono moltissimi dubbi e in cui potrebbe essere implicata almeno un’altra persona.

January 02

Novità??[151]

Ho approfittato delle vacanze natalizie per togliere un pò di polvere dalle cose vecchie e quindi anche dal blog; purtroppo sono il tipo che si affezione alle cose così come alle persone in generale che mi circondano e seppur ritenedo ormai un pò inutile  e superfluo tenere questo spazio bhe non riesco a cestinarlo è comunque una parte di me ci ho buttato sopra pensieri sensazioni stati d'animo nel corso degli ultimi 3 anni ormai  e così mi ostino a mantenerlo in vita in una sorta di accanimento terapeutico sono infondo, un pò come tutti, egoista a modo mio. Così di tanto in tanto continuo a metterci su foto di vita vissuta insieme alla mia "famiglia"; anzi no famiglia senza vrgolette perchè in fondo sono loro la mia famiglia quegli amici su cui sai di poter sempre fare sicuro affidamento quelli con cui ti diverti e ci litighi proprio come dei veri fratelli quelli che non esitano a mandarti a fare in culo e dirti che sei uno stronzo quando continui imperterrito a sbagliare e a farti del male in una sorta di autolesionismo volontario per punirti poi da chissà cosa che nemmeno tu sai. E allora in questa sorta di bilancio di fine/inizio anno in cui ongiuno di noi credo riponga bun ipropositi per il nuovo anno rinnovo alla mia famiglia gli auguri di un buon anno in cui,cazzo, finalmente le cose vadano almeno in parte come ci si augura.
 
Estendo i suddetti auguri a tutti quelli che mi conoscono e non, e anche a chi  non mi caga manco di strisco o chi  capita x sbaglio da queste parti tramite link di spaces di amicie parenti
 
A presto, forse.
September 23

I Pink Floyd senza Wright[150]

Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd già al momento della creazione del leggendario gruppo rock a metà degli anni sessanta a Cambridge, è morto  all'età di 65 anni d'età, a causa di un tumore. Il musicista ha avuto un ruolo importante - sotto il profilo creativo ed esecutivo - in una serie di grandi album della band, come The dark side on the moon e Wish you were here . Per il primo disco, fu l'autore di alcune canzoni come The great gig in the sky e Us and them (1973). Wright ha continuato a far parte dei Pink Floyd in tutte le sue varie incarnazioni, anche dopo l'uscita di Roger Waters nel 1985. Ha dato anche un contributo importante alla nascita dell'ultimo grande album dei Pink Floyd, The division bell . Il musicista aveva incontrato gli altri membri fondatori del gruppo, Roger Waters, Nick Mason e Syd Barrett, che uscì dopo circa due anni, al college dove erano tutti studenti. Fondarono prima un altro gruppo che si chiamava Sigma 6, successivamente diventato Pink Floyd. Lasciò la band agli inizi degli anni '80 per dedicarsi all'attività di solista, per poi rientrare nel gruppo nel 1987 per partecipare al nuovo cd, A momentary lapse of reason .

August 05

OnAir[149]

La Menade

Danza nel buio

 

 

Gia svaniscono,
le ombre di una livida realtà
vorrei toccarti ancora,
vorrei restare
qui,confusa..
perduta nella tua innocenza

danza nel buio
sconvolgimi l'anima, e poi
danza ogni istante
travolgi, disarmami, ora

Io vittima
degli occhi della tua nuda follia
perduta, libera..
non basterebbe urlare ancora

danza nel buio
sconvolgimi l'anima, e poi
danza ogni istante
travolgi, disarmami, ora

danza nel buio
sconvolgimi l'anima, e poi
danza ogni istante
travolgi, disarmami, ora..

July 23

20 più 20 anni dopo[147]

Il decennale del 1968 non fu un anniversario. Proprio in quell’anno si concludeva infatti drammaticamente, con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, quel lungo ciclo di conflittualità sociali e tensioni politiche che si era messo in moto nella seconda metà degli anni ’60: il lungo ’68 italiano. Solo un anno prima, il 1977 aveva aperto nuove lacerazioni e messo in luce l’emergere di un panorama sociale frammentato, agitato dagli esordi inquietanti e incerti di un diverso sistema produttivo. I nuovi rivoltosi, i “non garantiti” (pionieri di una condizione che sarebbe diventata di massa ), segnavano già la differenza dai fratelli maggiori del ’68, dalla loro mentalità, dalle loro ideologie, dalle loro forme di organizzazione politica, ma non avevano operato una vera e propria soluzione di continuità, vivevano e agivano all’interno di quel medesimo ciclo – peraltro già fratturato al suo interno dalla rivoluzione femminista. Il ‘68 non era ancora una data “storica”. Cosicché  fu il 1988, il ventennale, il primo anniversario della grande rivolta.

 L’aria era davvero cambiata, il ciclo compiuto, la “controrivoluzione neoliberista” trionfalmente in marcia, sebbene ancora inconclusa.  Gli anni ’80 volgevano ormai al termine ed erano stati teatro di una impietosa resa dei conti con il decennio precedente, laddove l’intreccio tra fatti sanguinosi, trasformazioni sociali e presa di parola di nuove soggettività era stato dipanato dai tribunali, sciolto in una generale demonizzazione dei conflitti, nel culto della “governabilità” e in una totale diffidenza verso tutto ciò che proveniva “dal basso”.  La passione per gli “affari” sommergeva la politica, e un amore si chiamava ormai “investimento affettivo”. Tutto era cambiato e si poteva dunque cominciare a tracciare un bilancio, avviare una indagine storica, chiedersi cosa era stato, il come e il perché di quegli eventi e di quegli esiti. Senza nulla concedere a un autocelebrazione nostalgica, non si poteva rimanere silenziosi di fronte alla lettura cinica e sprezzante che i pentiti e i parvenus degli anni ’80 davano del decennio dei movimenti. Si faceva storia ragionando politicamente e si ragionava politicamente guardando alla storia. Guardiamo ai movimenti del ’68 su scala mondiale, cogliendone il carattere globale “ante litteram”, nonché le diverse temporalità. Il lungo ciclo di conflitti in Italia non ebbe, infatti, corrispondenti in altri paesi del mondo. Il maggio francese bruciò in fretta, il movement americano declinò con la fine della guerra vietnamita nel 1975, in Germania restò uno strascico di radicalità isolata e un’eredità tinta di verde, in Cecoslovacchia i carri sovietici avevano chiuso la partita in pochi mesi. I grandi miti terzomondisti erano caduti uno dietro l’altro. Certo non si poteva imputare a chi aveva manifestato sostenendo la lotta di popolo vietnamita e cambogiana i boat people e i massacri di Pol Pot, ma quelli erano gli esiti sotto gli occhi di tutti e bisognava farci i conti senza omissioni o ipocrisie.

Tuttavia, in quel ventennale, mancava ancora un anno per entrare pienamente nel tempo presente. Il 1989 fu considerato da alcuni come l’effetto di un mancato o interrotto ’68 nell’Europa dell’est, o come un frutto tardivo di quello mondiale; da altri, al contrario, come la certificazione storica della sua conclusione e della sua sconfitta. Certo anche nell’89 una cappa era stata infranta, molte libertà conquistate, una grande voglia di cambiamento si era messa in moto: anche i grigi paesi dell’est ebbero la loro “carnevalata” (così De Gaulle aveva definito il maggio francese). Ma   avrebbero avuto anche la conseguente quaresima, e cioè il duro apprendistato dell’economia di mercato e gli orrori dei nazionalismi contemporanei. L’epoca senza qualità che si è aperta da allora e che ci ha transitati nel XXI secolo apre, all’indietro, nuove domande sull’epoché del  68 e sui suoi effetti, più dense e più ruvide di quelle che ad ogni anniversario puntualmente rispuntano nei media, riducendolo a un passaggio della modernizzazione e della democratizzazione riassorbito dalla storia sempre uguale del potere.

 

Ma poi  bisognerà  riparlarne il prossimo anno, celebrando il ventennale dell’89 che è già dietro l'angolo.

 

 

 

 

 

La guerra in Vietnam

Il Vietnam resta l’esempio unico di una guerra che fu combattuta non solo nella giungla e nelle risaie ma nelle strade nelle piazze e nelle università di tutto il mondo.

La sconfitta Usa da li ebbe origine, più politica che militare. Solo più tardi sarebbe arrivata la delusine: presto il Vietnam finì di rappresentare un simbolo e una speranza

 

La Spagna Franchista

In Spagna è all’ordine del giorno l’uscita dalla dittatura del generalissimo Franco. Studenti e operai sono l’elemento scatenante di un sovvertimento istituzionale che si concluderà più tardi con il ritorno ad una forma di monarchia costituzionale. Univeristà e Asturie i pumti caldissimi del 68 spagnolo con la nascita della Comisiones Obreras.

 

Il lungo 68 italiano

In Italia il sessantotto nasce prima, nelle università occupate, e si prolunga dopo, fino all’autunno operaio  del 1969  che segna il momento di massimo scontro sociale nell’italia del dopoguerra. Una caratteristica del 68 italiano è la forte interazione con la cultura e le forme della politica dei partiti di sinistra. L’altra è la durezza delle repressioni di polizia sia verso gli studenti che verso gli operai.

 

La breve primavera di Praga e Varsavia

Da marzo ad agosto: Polonia e Cecoslovacchia provano a rinnovare il oro socialismo reale. Alla testa ci sono anche qui studenti e operai, ma anche dirigenti come Dubcek che credono possibile riformare il sistema stani lista che ai loro paesi era stato imposto. Durerà sino ai carri armati e fino al rogo, sulla piazza Venceslao, dello studente Jan Palach il 16 gennaio 69

 

L’altra America in rivolta

Le radici sono a Berkelay, California, nel movimento antiautoritario per la libertà di parola. Ma nel 68 il movimenuo Usa si fa anche nero, nei ghetti, e pacifista, nelle università bianche. Due facce della contestazione che non si incontreranno mai per davvero. Pantere nere da una parte, fin sul podio di Città del Messico, radicals dall’altra

 

RTF – La rivolta studentesca

La rivoluzione politica e morale del popolo tedesco contro le ombre della democrazia autoritaria e del passato nazista. Studenti dell’ Sds contro l’editore Springer e la sua campagna di odio. L’attentato a Rudi Dutschke, la legislazione d’emergenza e la nascita della Raf

 

Il maggio francese

Un paese in mano agli studenti. Il regime gollista sembra vacillare, dopo aver scatenato la polizia per il Quartiere Latino e le università. È il Maggio, una stagione felice cui seguirà  tuttavia il ritorno di De Gaulle con un memorabile discorso alla nazione e il ritorno della Quinta Repubblica

La fine della rivoluzione culturale

La Cina suggerisce all’occidente un comunismo “non imborghesito”, diventa l’emblema di un terzo mondo rurale e rivoluzionario. Il maoismo, le Comuni popolari, la frattura con Urss, i Cento fiori, la Rivoluzione culturale. Un paese mitico e un po’ sconosciuto. Qui il 68 è in realtà l’anno in cui gli studenti escono di scena, l’anno della normalizzazione della Rivoluzione culturale.

 

Il 68 nella Grecia dei colonnelli

 

Nel novembre del 68 il corteo per il funerale dell’anziano Papandreu, a capo del governo prima del colpo di stato dell’aprile del 67, si trasforma in una manifestazione contro la giunta dei colonnelli. Sarà l’ultima insurrezione duno al novembre del 1973, quando ad Atene gli studenti del Politecnico su barricano all’interno dell’università. La fine della rivolta concide con la caduta della dittatura militare di Papadopoulos.

 

Movimenti e repressione nell’America Latina

Negli anni sessanta, guerriglie e rivolte studentesche da una parte e autoritarismo militarista dall’altra percorrono in modo trasversale quasi tutti gli stati dell’America Latina. La Rivoluzione cubana. Che Guevara. Il massacro a piazza delle tre culture di Città del Messico. Il gholpe di Pinochet in Cile nel 73. il capitalismo-imperialismo tornerà a dominare, Cuba esclusa, l’intera area

 

Zengakuren – La lotta degli studenti giapponesi

La nascita della nuova sinistra in Giappone, che precede di un decennio il 68, è intrecciata al periodo di occupazione americana. La lega nazionale degli studenti (Zengakuren) individua nella riorganizzazione autoritaria del capitalismo giapponese e nella sua alleanza con l’imperialismo Usa i principali ostacoli a una vera democratizzazione. Nel 68 Tokyo è assediata da studenti e operai

 

La contestazione nelle università inglesi

 

La London School of Economics(Lse), epicentro della rivolta studentesca tra il 67 e il 69. Il con gresso “Dialettiche  della liberazione”. Le manifestazioni contro la guerra e contro le armi batteriologiche. Ma la Gran Bretagna e soprattutto il luogo dove nasce il nuovo costume: i rockers i mods e i Beatles

July 10

OnAir[146]

Artista: Jimi Hendrix
Titolo: Little Wing
Titolo Tradotto: Piccola Ala

 

 

Well she's walking through the clouds
With a circus mind that's running wild
Butterflies and zebras
And moonbeams and fairy tales
That's all she ever thinks about
Riding with the wind.

When I'm sad, she comes to me
With a thousand smiles, she gives to me free
It's alright she says it's alright
Take anything you want from me, anything
Anything.

Fly on little wing,
Yeah yeah, yeah, little wing

 

 

Guarda, sta passando tra le nuvole
Con uno spirito funambolo che corre sfrenato
Farfalle e zebre e raggi di luna e storie di fate
Questo da sempre il mondo dei suoi pensieri
Cavalcando con il vento

Quando sono triste lei viene da me
A regalarmi mille sorrisi
Va tutto bene, dice, va tutto bene
Prendi da me tutto quello che vuoi
Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa

Vola Piccola Ala

Sì, sì sì sì baby

June 15

Ricerca sulla Francia[145]

Questo intervento solo per precisare alcune cosucce sui "cugini" transalpini dato che magari in settimana non potrò commentare l'evento della partita  Italia-Francia(bha forse ci rifirano 3 palloni ma non credo proprio) di solito non mi dilungo a parlare di calcio per quanto mi piaccia seguirlo nella vita di tutti i giorni ma il ct francese mi sta troppo sulle pa ..mm scusate sullo stomaco ma che cavolo te la tiri a fare.

Questa è per tutti i filo-francesi che bistrattano il bel paese

 

RICERCA SULLA FRANCIA

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Geografia : La Francia confina Nord con il Mare del Nord e il Belgio, a
Ovest con l'Oceano Atlantico, a Sud con il Mar Mediterraneo e la Spagna, 
a Est con la Svizzera, la Germania, il Lussemburgo e con i CAMPIONI DEL MONDO.
Per pochi chilometri non ospita nel suo territorio la più alta cima
d'Europa,il Monte Bianco, che si trova in Italia.
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Storia : Può vantare uno dei più grandi condottieri della Storia,
Napoleone...che era Italiano. Per il resto è famosa per aver bombardato un paio di atolli.
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Produzione e impieghi : La Francia è famosa per :
- la Gioconda...che è Italiana
- ospitare la Bellucci...che è Italiana
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E' inoltre rinomata per :
- i formaggi, secondi solo a quelli italiani
- il vino, la cui produzione è seconda solo a quella Italiana

- la moda, la quale cede il passo solo a quella Italiana.
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Sport : Nel basket vanta un 3
° posto all'ultimo Europeo a distanza di 52 anni dall' ultimo podio. Nella pallavolo vanta un paio di podi minori.
Nel ciclismo non ha più un atleta decente dai tempi di Jalabert(se lo vogliamo atteggiare a un ciclista!!!).
L'unico tennista serio che può vantare..è donna.
Sono molto fieri della loro Nazionale di Calcio che è composta tra
l'altro da:

-Zidane..che è algerino

-Thuram...che è delle Guadalupe
-Trezeguet...che è argentino

-Boumsong...che è camerunense
-Vieira...che è senegalese
-Makelele...che è congolese

-Malouda...che è guyanese

E altri che ora dimentico

 

 

 

May 30

On AIr[144]

Fade To Black

Metallica



Life it seems will fade away
Drifting further everyday
Getting lost within myself
Nothing matters, no one else
I have lost the will to live
Simply nothing more to give
There is nothing more for me
Need the end to set me free

Things are not what they used to be
Missing one inside of me
Deathly lost, this can’t be real
Cannot stand this hell I feel
Emptiness is filling me
To the point of agony
Growing darkness taking dawn
I was me but now He’s gone

No one but me can save myself, but it’s too late
Now I can’t think, think why I should even try

Yesterday seems as though it never existed
Death greets me warm now I will just say goodbye



Svanire Nel Nulla

 

Sembra che la vita svanirà
Sta scivolando ogni giorno più lontano
Mi sto perdendo dentro di me
Niente importa, nessun altro
Ho perso la voglia di vivere
Non ho semplicemente più niente da dare
Non c'è più niente per me
Necessito che la fine mi liberi

Le cose non sono come una volta
Ne manca una dentro di me
Mortalmente perso, non può essere vero
Non riesco a sopportare questo inferno che sto provando
Il vuoto mi sta riempiendo
Fino a diventare agonia
Il tramonto sta soppiantando l’alba
Io ero me stesso, ma adesso Lui se n’è andato

Nessun oltre a me mi può salvare, ma è troppo tardi
Adesso non riesco a pensare, pensare perché dovrei persino tentare

Il passato sembra che non sia mai esistito
La morte mi saluta caldamente, ora dirò solo arrivederci

May 20

OnAir[143]

99 Posse/Bisca

Tu lo chiami Dio – 1995

 

Tu lo chiamo dio ma io non lo conosco
nunn'è n'amico d'o mio e lo trovo un po' losco
dio deve essere importante perché in lui è concentrato
il senso sacro dell'impero creato
dio deve essere importante ma attenzione attenzione
non parlerò di dio con chi sostiene una religione
tu lo chiamo dio ma io non lo conosco
vive in cielo il tuo dio e noi siamo in un fosso
il mio dio non giustifica le contraddizioni
lui si schiera e combatte, non rimanda al domani
lui non deve incarnare le mie aspirazioni
lui mangia con me procediamo a tentoni

Ho visto troppo persone morire soltanto
in nome de padrie et filio et spirito santo
mille generazioni martoriate dal dubbio
torturate con calcolo è peccato è peccato
ho visto donne combattere battaglie inumane
violentate nell'intimo e chiamate puttane
mille generazioni martoriate dal dubbio
torturate con calcolo è peccato è peccato
ho visto vite distrutte nel sorriso di un prete
calmo e rassicurante nel parlarmi di fede
mille generazioni è peccato è peccato
e lui calmo sorride nel chiostro maiolicato

Tu lo chiamo dio ma io non lo conosco
la mia spiritualità non si esprime nel culto
il mio dio non vive in cielo non sa neanche volare
se ho bisogno di lui non lo devo pregare
non divide le acque non moltiplica i pani
il mio dio è la mia pancia e muove lei le mani

May 12

COCA-COLA E LA COLOMBIA[142]

La multinazionale nordamericana persegue in Colombia una politica di totale precarizzazione della manodopera, attraverso l'utilizzo di lavoratori temporanei, i quali vengono continuamente sostituiti e sono costretti ad associarsi in cooperative per essere pagati secondo il lavoro realizzato.

Con questo sistema la retribuzione può scendere al di sotto del salario minimo previsto dalla legge, che oggi è di 375.000 Pesos, circa 125 Euro al mese. Il sindacato chiede che questo tipo di flessibilità finisca, che tutti i lavoratori abbiano contratti stabili e che i salari permettano ai lavoratori di vivere bene.

Il Sinaltrainal chiede inoltre di fermare la politica di delocalizzazione e chiusura degli impianti (ne sono stati chiusi undici), con la soppressione di fabbriche che tradizionalmente hanno operato in Colombia, perchè causano disoccupazione e impoverimento delle regioni dove storicamente vi è questa presenza. Il sindacato esige che questi impianti rimangano aperti, che i lavoratori che stavano lì continuino a lavorare, che si mantengano quelle strutture anche perché i municipi e le regioni dove si trovano possano continuare ad avere delle entrate attraverso le tasse.

Altri fatti gravi riguardano la persecuzione e l'assassinio dei lavoratori che si iscrivono al Sindacato, la violazione delle libertà sindacali e gli innumerevoli casi di sequestri, intimidazioni, torture e incarcerazioni arbitrarie che spesso avvengono nel mezzo di trattative e negoziazioni con l'impresa.

Per portare avanti la massimizzazione dei profitti e la politica di contenimento dei costi attraverso la precarizzazione dei lavoratori, è necessario annientare il sindacato che a questa politica si oppone con forza.

E’ una politica violentissima che si prolunga dal 1987 .

Nel paese è in corso uno stato di guerra non dichiarata che gruppi paramilitari chiamati AUC (Autodifese Unite di Colombia),appoggiati dall’Esercito regolare e dalla polizia e coperti dal Governo (in seguito ai crimini nessuno viene processato) portano avanti contro tutte le organizzazioni sindacali, politiche, indigene e contadine colpevoli di non condividere la politica neoliberista del Governo di Alvaro Uribe Velez. Da circa 30 anni esiste un’alleanza tra proprietari terrieri, industriali, banchieri, grandi burocrati dello Stato ,partiti politici tradizionali, militari, membri delle forze di sicurezza dello Stato e nordamericani.

Questi soggetti, uniti ai narcotrafficanti, hanno disegnato un progetto di aggressione contro la popolazione su territorio nazionale. Agiscono con la guerra selettiva: assassinio dei dirigenti politici e sociali di sinistra e generalizzazione del terrore con massacri senza nessuna motivazione apparente che servono a fare in modo che la popolazione,i sindacati, i contadini non si organizzino e non protestino contro l’operato dello Stato e contro il neoliberismo (precarizzazione del rapporto di lavoro, smantellamento dello Stato Sociale), che in Colombia ha prodotto un livello di povertà estrema. Il paramilitarismo opera con impunità assoluta, colpisce in accordo con gli ordini impartiti dai capi politici: le oligarchie, le multinazionali e i capi militari. I paramilitari compiono una funzione antisovversiva, in linea con la dottrina per la sicurezza nazionale applicata dai nordamericani: distruggere qualsiasi base sociale e qualsiasi legame possa avere la popolazione con le forze insorgenti della Colombia per impedire che abbiano un appoggio politico e sociale.

L'obiettivo è quello di controllare le zone del territorio dove forti sono gli interessi del grande capitale straniero e di garantire la totale libertà d'azione delle multinazionali (perchè possano attuare una politica di privatizzazione). Per questi motivi sono stati uccisi 4.000 sindacalisti negli ultimi 18 anni in questo paese.Altri sono dovuti fuggire o sono stati incarcerati e torturati. Ci sono state pressioni anche sulle famiglie dei dirigenti.

Il Sindacato è una delle più importanti organizzazioni che cercano di contrastare tali ingiustizie. Per restringerne la possibilità di rappresentanza la Coca-cola utilizza lavoratori interinali, che in Colombia non godono di nessuna tutela, neanche del diritto al salario minimo.

Il Sindacato lotta per far finire questa persecuzione e perchè la Coca-cola smetta di violare il diritto a sindacalizzarsi: i lavoratori non sindacalizzati che hanno un contratto a tempo indeterminato vengono obbligati a rinunciare alle convenzioni collettive di lavoro e vengono isolati. Se un lavoratore parla con un lavoratore sindacalizzato l’impresa gli sospende il contratto. La Coca Cola deve rispettare le normative minime sul lavoro in vigore nel pae-se, sancite dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Deve rispettare le convenzioni collettive, smettere di operare in modo arbitrario violando tutti i passaggi determinati dalla legge colombiana e infrangendo tutti i prin-cipi stabiliti a livello internazionale sulla libertà sindacale. Non deve aggirare il riconoscimento dei diritti minimi dei lavoratori con l'assunzione di manodopera attraverso aziende di intermediazione.

Per questa politica di repressione, presso il tribunale di Atlanta, USA, il SINALTRAINAL ha depositato una richiesta di incriminazione contro la Coca-Cola, per violazione dei diritti umani.

Questi fatti hanno spinto il Sindacato colombiano a lanciare una campagna per il boicottaggio di tutti i prodotti della Coca Cola Company (espulsione dai centri educativi, dalle scuole, dalle università, dagli spazi pub-blici, sportivi, culturali e sociali) alla quale hanno aderito centinaia di associazioni di tutto il mondo!!

April 29

Giornata tipo[141]

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e
una banana per il potassio. Anche un´arancia per la vitamina C e una
tazza di té verde senza zucchero, per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d´acqua (sí, e poi pisciarli,
che richiede il doppio del tempo che hai perso a berteli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel uno yogurt per avere i
'L.Cassei Defensis', che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró
sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi
bacilli (?) tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.
Ogni giorno un´aspirina, per prevenire l´infarto, e un bicchiere di
vino rosso, sempre contro l´infarto.
E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che giá
non mi ricordo per che cosa era. Se li bevi tutti insieme, ti puó
dare un´emorragia cerebrale, peró non ti preoccupare perché non te
Ne renderai neanche conto.
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra,
finché riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza
dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l´Actimel
e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i
denti... e cosí via finché ti rimangono dei denti in bocca, senza
dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive,
il risciacquo con Listerine... Meglio ampliare il bagno e metterci
Il lettore di CD, perché tra l´acqua, le fibre e i denti, ci passerai
varie ore lí dentro.
Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, piú le 5 necessarie
per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.
Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.
Giá non si puó, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno
mezz´ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro,se no la
mezz´ ora diventa una) Bisogna mantenere le amicizie perché sono come
le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in
vacanza, suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due
giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah!, si deve fare sesso tutti i giorni, peró senza cadere nella routine:
bisogna essere innovatori, creativi e rinnovare la seduzione. Tutto
questo ha bisogno di tempo. E senza parlare del sesso tantrico (al
rispetto ti ricordo che bisogna lavarsi i denti dopo che si mangia
qualsiasi cosa!).
Bisogna anche avere il tempo di scopar per terra, lavare i piatti, i
panni e non parliamo se hai un cane o ...dei FIGLI???
Insomma, per farla breve, i conti mi danno 29 ore al giorno.
L'unica possibilitá che mi viene in mente é fare varie cose
contemporaneamente: per esempio ti fai la doccia con acqua
fredda e con la bocca aperta cosí ti bevi i due litri d´acqua.
Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l´amore(tantrico) al
compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu
lavi per terra.
Ti é rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi
Il vino (dopo aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con
la mela te lo puó dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana
con l´Actimel, e domani fanno cambio.
E meno male che siamo cresciuti, se no dovremmo trangugiare un
ALPINITOExtra Calcio tutti i giorni.
Uuuuf!
Adesso vi lascio, perché tra lo yogurt,la mela, la birra, il primo
litro d´acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, giá non so
piú cosa sto facendo peró devo andare urgentemente al cesso. E ne
approfitto per lavarmi i denti....

April 16

Lo sapevate[140]

.......che è impossibile succhiarsi il gomito.
.......che la Coca Cola era originariamente verde.
......che è possibile fare salire le scale ad una vacca ma non fargliele scendere.
.....che il gracchiare di un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa perché.
......che ogni re delle carte rappresenta un grande re della storia:
Picche: Re David.
Fiori: Alessandro Magno.
Cuori: Carlo Magno.
Quadri: Giulio Cesare.
.......che moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321.
.......che se una statua nel parco di una persona a cavallo ha due piedi alzati, la persona è morta in combattimento,
se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate, la persona è morta ferita in combattimento, se il cavallo ha le quattro zampe
per terra, la persona è morta per cause naturali.
...........che il nome Jeep viene dall'abbreviazione dell'esercito americano auto per le "General Purpose", cioè " G.P." pronunciato in inglese.
......che è impossibile starnutire con gli occhi aperti.
.......che i destri vivono in media nove anni più dei mancini.
.......che lo scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire........ di fame.
......che gli elefanti sono gli unici animali del creato che non possono saltare.
.......che una persona normale ride circa 15 volte al giorno.
.......che la parola cimitero proviene dal greco "koimetirion" che significa: dormitorio.
.......che nell'antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza tener conto del consenso del Re
(a meno che non si trattasse di un membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio doveva chiedere permesso al re,
il quale consegnava una targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre avevano rapporti.
La targhetta diceva "Fornication Under Consent of the King" (F.U.C.K.). Questa è l'origine della parola.
.......che durante la guerra di secessione, quando tornavano le truppe ai loro quartieri senza avere nessun caduto, mettevano
su una grande lavagna "0 Killed" (zero morti). Da qui proviene l'espressione " O.K." per dire va bene.
.......che nei conventi durante la lettura delle sacre scritture,quando ci si riferiva a San Giuseppe (San José in spagnolo),
dicevano sempre "Pater Putatibus" e per semplificare " P.P.". Ecco perché si chiamano "Pepe" tutti quelli che si chiamano José.
.......che nel Nuovo Testamento nel libro di San Matteo dice che "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto
che un ricco entri nel Regno dei Cieli". Il problema è che san Gerolamo, il traduttore del testo, interpretò la parola
"Kamelos" come cammello, quando in realtà in greco "Kamelos" è quel cavo d'ormeggio utilizzato per legare le barche ai moli.
In definitiva il senso della frase è lo stesso ma quale vi sembra più coerente?
.........che quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, sispaventarono nel vedere degli strani
animali che facevano salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo (gli indigeni australiani erano estremamente pacifici)
e cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che l'indio diceva sempre "Kan Ghu Ru" adottarono il vocabolo inglese
"kangaroo"(canguro). I linguisti determinarono dopo ricerche che il significato di quello che gli indigeni volevano dire era "Non vi capisco"...

.......che l'80 % delle persone che leggono questo testo hanno cercato di succhiarsi il gomito!!!
April 07

OnAir[139]

Afterhours

Ci sono molti modi

 

 

E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l'amore
è una patologia
sapr
ò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro d routin
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò ke avrai
perch
è quando il dolore è più grande
poi non senti pi
ù
e per sentirti vivo
ti uccider
ò
ti uccider
ò
vedrai
vedrai se il mio amore
è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo s
ò
lo s
ò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

April 03

Casalvelino[138]

Domenica 30 marzo il tempo è stato finalmente clemente dopo circa una settimana di pioggia e ci ha regalato una giornata primaverile. Appuntamento alle 10meno un quarto ad Alfaterna e causa ora solare la maggiorparte dei partecipanti mi sembravano abbastanza stronziati per l'ora in meno di sonno ma cosa non si fa per uscire con le moto; Un quarto d'ora di attesa per i più ritardatari si approfitta per fare il pieno alle bimbe e 2 chiacchiere per svegliarsi e alle 10 in sella. Lungo la strada un paio di soste per incontrarci con altri amici e poi tutt'iniseme ci si incammina verso caslvelino una bella passeggiata (eh si all'andata l'andatura è stata da passeggiata causa manifestazione ciclistica e controlli multipli sulle strade) verso le 12 arriviamo a destinazione dove i partecipanti daranno il meglio di loro stessi cacciando "merenne" indicibile gia a mezzogiorno (che poi causa ora avanti sarebbero state le 11, vabbhe lasciamo stare) Godutosi il fugace pasto i nostri eori si mettono alla ricerca di un bar per potersi vedere il granpremio di moto gp peccato che i bar so riseccati e non hanno la tv o forse non vogliono accogliere una manipolo di motociclisti nel loro locale bha fatto sta che ne troviamo uno dopo un'oretta  a  gara gia iniziata.

Mentre gli altri si concentrano sulla tv io e il buon mantas ne approfittiamo per andare  a cercare un distributore aperto o una 24ore per fare un pò di benza.Il gruppo inizia a dividersi e a salutarsi chi gia è rientrato a casa per pranzo chi si è avviato nel primo pomeriggio  infine rimaniamo una decina a tornare tutti insieme verso i nostri lidi.

Grazie a tutti per la partecipazione e per averci regalato questa bella giornata

 
March 18

Terminio[137]

Gran bella giornata

Cronaca:

Sveglia colazione e doccia in gran fretta perché come al solito ho messo la sveglia contando tutto al minuto e contando soprattutto sul quarto d’ora di tolleranza sull’orario di appuntamento. Bhe controllo la bimba in modo rapido do un occhio in giro guanto casco giubbino bene c’è tutto in sella si parte. Arrivo all’appuntamento dove gia ci sono praticamente tutti quelli che partono da Napoli aspettiamo giusto un altro po’ eventualmente ci fossero altri ritardatari e poi via si parteeeee.

Arriviamo all’appuntamento di Serino e meno male che non eravamo gli ultimi comunque verso le 11e30 iniziamo a salire il monte; L’aria è fresca ma si sta bene ma più saliamo e più fa fresco sino a incontrare la neve ci fermiamo in uno spiazzo per fare due chiacchiere chi prova la moto di altri e immancabile la guerra con le palle di neve eheheh.

Ore "nonmiricordo": scendiamo dal monte per dirigerci al ristorante. Piccolo incidente di percorso, Luca Gasgas è scivolato facendo un bel doppio carpiato nella neve (per fortuna), ma fortunatamente nulla di rotto per il centauro, ma povera moto il suo Fireblade ha riportato due carene da cambiare e pedalino del cambio rotto . E' stato bellissimo vedere come nel momento del bisogno tutti si sono fermati ad aiutare il caro amico caduto: Chi lo aiutava a rialzarsi, chi bloccava la strada sia in discesa che in salita per evitare altri spiacevoli eventi, chi risaliva per avvisare gli altri di andar piano e stare attenti.  

Ed eccoci qui poi al ristorante pronti per un bel pranzo: antipasto della casa e grigliata mista di carni con patatine fritte. Tante risate al ristorante, tutti gli altri clienti ci guardavano come fossimo alieni di una dimensione parallela ma vabbè "motociclisti strana meravigliosa gente". Sorridevamo a tutti, salutavamo tutti e i bambini ci guardavano incantati.
Ore 16 circa: ripartiamo per il ritorno a casa. Ci salutiamo tutti come se ci conoscessimo da secoli, ci ripromettiamo di rivederci presto, anche le moto sembrano salutarsi con i rombi dei motori, e così ci incamminiamo verso casa.

Allego come sempre una miriade di foto nella sezione album

ciaoooooooo

OnAir[136]

In Loving Memory

 

Alter Bridge

 

 

 

  

Thanks for all you've done

I've missed you for so long

I can't believe you're gone

In loving memory

 

You still live in me

I feel you in the wind

You guide me constantly

 

I've never knew what it was to be alone, no

Cause you were always there for me

You were always there waiting

And ill come home and I miss your face so

Smiling down on me

I close my eyes to see

 

And I know, you're a part of me

And it's your song that sets me free

I sing it while I feel I can't hold on

I sing tonight cause it comforts me

 

I carry the things that remind me of you

In loving memory of

The one that was so true

Your were as kind as you could be

And even though you're gone

You still mean the world to me

 

I've never knew what it was to be alone, no

Cause you were always there for me

You were always there waiting

But now I come home and it's not the same, no

It feels empty and alone

I can't believe you're gone

 

And I know, you're a part of me

And it's your song that sets me free

I sing it while I feel I can't hold on

I sing tonight cause it comforts me

 

I'm glad he set you free from sorrow

I'll still love you more tomorrow

And you will be here with me still

 

And what you did you did with feeling

And You always found the meaning

And you always will

And you always will

And you always will

 

Ooo's

 

And I know, you're a part of me

And it's your song that sets me free

I sing it while I feel I can't hold on

I sing tonight cause it comforts me

 

 

 

 

 

 

In Amorevole Memoria

 

 

grazie per tutto quello che hai fatto

mi sei mancata per così tanto tempo

non posso credere che te ne sei andata

vivi ancora in me

ti sento nel vento

mi guidi costantemente

 

non ho mai saputo cosa significasse essere soli, no

perchè eri sempre qui per me

eri sempre qui aspettando

e io tornerò a casa e mi macherà il tuo volto

che mi sorride

e chiudo gli occhi per vedere

 

e io lo so, tu sei una parte di me

ed è la tua canzone che mi fa sentire libero

io la canto mentre penso che non posso andare avanti

io canto stanotte perchè questo mi conforta

 

ho portato le cose che mi ricordano di te

in amorevole memoria di

quella che è stata così vera

tu sei stata così come potevi essere

e anche ora che sei andata

significhi ancora il mondo per me

 

non ho mai saputo cosa significasse essere soli, no

perchè eri sempre qui per me

eri sempre qui aspettando

ma ora torno a casa e non è lo stesso, no

sembra così vuoto e solo

non posso credere che sei andata

 

e io lo so, tu una parte di me

ed è la tua canzone che mi fa sentire libero

io la canto mentre penso che non posso andare avanti

io canto stanotte perchè questo mi conforta

 

sono contento che lui ti liberi dalla tristezza

ti amerò ancora di più domani

e tu sarai ancora qui con me

 

e ciò che hai fatto lo hai fatto con sentimento

e ne hai sempre trovato il significato

e tu sarai sempre...

e tu sarai sempre...

e tu sarai sempre...

 

Oooo si

 

e io lo so, tu sei una parte di me

ed è la tua canzone che mi fa sentire libero

io la canto mentre penso che non posso andare avanti

io canto stanotte perchè questo mi conforta