Rosario Vincenz...'s profileLe stelle stanno in ciel...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Entrate pure,scusate se non vi offro nulla. Qua dentro c’è di tutto. Alle vostre spalle ho abbandonato tra la polvere la disciplina e lo spirito d’iniziativa, uno di questi giorni dovrei dargli una messa a punto, solo che non ho mai voglia. In quelle scatole nell’angolo tengo le ansie e le paure e qualche tonnellata di pensieri deliranti. Forse ho detto troppo. Siamo qui per farci due risate...
Alcune cose che ho imparato,credo,...
1 . Tieni l’anima ben nascosta. Alcuni ne vogliono solo un pezzetto e se lo mordono via nel tempo necessario a dirti che sei speciale. Altri non sanno saziarsi, vogliono berne finché ne sanguini e allora si attaccano e suggono sino alla consunzione del muscolo. Altri ancora sono quelli che ti guardano negli occhi, credono di sapere cosa sia giusto per te e intanto premono le dita sulla trachea e sorridono.
2 . Le donne sono semplici da trattare.
Credo che sia così per tutti. Quindi, in un certo senso, non dovresti mai aver paura perché non sei mai davvero solo. Se hai la fortuna di credere a queste stronzate, forse riuscirai a prenderla con filosofia anche quando le cose non vanno bene. Se invece non ci caschi, sei abbastanza sveglio per prenderla comunque un po’ meglio.
Trova una scialuppa e pianta una bandiera con la tua sigla. Poi alzati in piedi e pontifica di quello che ti pare. Goditi il suono della tua voce mentre celebri la meraviglia della tua sopravvivenza.
e un pò sono triste però...cioè pensavo peggio..in fondo affacciatevi alla finestra e guardate che sole… A voi i commenti
Le stelle stanno in cielo, i sogni non lo so...... so solo che son pochi quelli che si avverano March 20 Siamo ciò che scegliamo[156]E poi arriva il momento in cui ti fermi un attimo e ti volti a guardare le tue impronte. February 10 Il giorno del ricordo[155]
February 04 Sgrena[154]Sono trascorsi 4 anni da quando la giornalista inviata del "Il Manifesto" fu rapita in Iraq
Rapita il 4 febbraio 2005 dall'Organizzazione della Jihad islamica mentre si trovava a Baghdad (Iraq) per realizzare una serie di reportage per il suo giornale, è stata liberata dai servizi segreti italiani il 4 marzo, in circostanze drammatiche che hanno portato al suo ferimento e all'uccisione di Nicola Calipari, uno degli agenti dei servizi di sicurezza italiani che dopo lunga e efficace trattativa la stavano portando in salvo.
![]() La sua liberazione era stata invocata in più appelli video trasmessi dal capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi (che le aveva conferito nel 2003 il titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività di giornalista e scrittrice) e della sua sorte si era preoccupato (dal letto dell'ospedale Gemelli di Roma in cui si trovava ricoverato) anche Papa Giovanni Paolo II.
Nella sua carriera di cronista, la Sgrena ha avuto modo di realizzare numerosi resoconti da zone di guerra, tra cui Algeria, Somalia ed Afghanistan. Si è occupata particolarmente della condizione della donna nell'Islam, tema sul quale ha scritto un libro.
Principali date del sequestro Sgrena
Secondo quanto riportato dai media radio-televisivi e della carta stampata, nonché da numerosi fonti di informazione online, il suo rapimento ad opera di un commando armato - in pieno giorno, il 4 febbraio - è avvenuto mentre si trovava a bordo di un'auto nella zona universitaria di Baghdad per recarsi nella vicina moschea di al-Mustafah ad effettuare alcune interviste ai profughi di Falluja.
Nel medesimo quartiere erano stati rapiti il 5 gennaio precedente la giornalista francese di Libération Florence Aubenas e il suo autista.
7 febbraio Dalla rivendicazione del sequestro via web da parte dell'Organizzazione della jihad islamica fino alla sua drammatica liberazione è stato tutto un succedersi di eventi: dapprima l'ultimatum di settandue ore indirizzato al governo italiano affinché venissero ritirate le truppe dall'Iraq; quindi, la sera del 7 febbraio l'annuncio - sempre via internet e sempre da parte dell'organizzazione terroristica - di una prossima liberazione della cronista, annuncio poi rivelatosi infondato.
È in questa circostanza che il gruppo terroristico che fa capo ad Abu Musab al-Zarqawi smentisce ogni coinvolgimento nel fatto; una pressione per la liberazione di Sgrena viene anche dal Consiglio degli Ulema sunniti.
Appelli vengono diffusi attraverso le emittenti satellitari arabe Al-Jazeera e Al-Arabya da parte dei colleghi de il manifesto, di esponenti della Lega Araba e del governo francese. Contestualmente, a poco più di una settimana dal rapimento, inizia un incessante susseguirsi di messaggi tesi a infondere ottimismo circa le sorti della cronista, tutti peraltro giudicati privi di fondamento dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana.
10 febbraio 10 febbraio: l'Organizzazione della Jihad islamica reitera il suo ultimatum al governo italiano intimando di ritirare entro quarantott'ore le truppe dall'Iraq.
16 febbraio 16 febbraio: Giuliana Sgrena appare - su uno scarno fondale con la sola scritta Mujahiddin senza confini - in un video fatto pervenire alla redazione della Associated Press di Baghdad. In un drammatico messaggio invoca il ritiro del contingente italiano e ammonisce affinché nessuno - neppure della stampa - si rechi in Iraq; chiede inoltre al suo compagno Pierluigi Scolari di mostrare le foto scattate ai bambini colpiti dalle cluster-bomb sganciate dalle forze statunitensi.
19 febbraio 19 febbraio: si svolge a Roma una manifestazione cui partecipano cinquecentomila persone, presenti i leader dell'opposizione di centro sinistra mentre sono assenti esponenti del governo. Al-Jazeera e Al-Arabiya trasmettono - in lingua araba - il video che raccoglie le foto di Giuliana Sgrena ai bambini iracheni colpiti dalle cluster-bomb statunitensi.
21 febbraio 21 febbraio: gli inviati stampa italiani lasciano la capitale irachena - ritenuta ormai zona ad alto rischio - su sollecitazione dei servizi segreti.
24 febbraio 24 febbraio: riaffiora - ad opera di una televisione satellitare irachena, Al-Sharqia - la voce di una prossima liberazione di Sgrena.
4 marzo 4 marzo: dopo una settimana in cui ottimismo e scoramento si alternano senza soluzione di continuità, Giuliana Sgrena viene liberata grazie alla mediazione dei servizi segreti italiani; durante il trasferimento all'aeroporto di Baghdad, mentre sulla capitale irachena imperversa un violento temporale. Dopo aver attraversato parecchi check-point, l'auto sulla quale viaggia la giornalista de "il manifesto" viene illuminata da un potente faro ed immediatamente investita da una pioggia di colpi (prime voci riportano 300-400 colpi sparati) da parte dei soldati statunitensi.
Uno dei Funzionari del SISMI a bordo dell'auto - Nicola Calipari - rimane ucciso sul colpo, raggiunto da un proiettile alla testa, pare nel tentativo di proteggere la giornalista, la quale rimane comunque ferita ad una spalla. Le prime notizie giunte ai giornali, parlano di altri due agenti feriti a bordo dell'auto (tra cui uno in maniera grave). Nei giorni successivi però, viene smentita la presenza di un quarto uomo ferito gravemente: sull'auto, la Sgrena e Calipari viaggiavano accompagnati solamente dall'autista.
Le ricostruzioni ufficiali statunitensi sostengono che l'auto non si era fermata al posto di blocco procedendo ad alta velocità, tesi peraltro contestata in Italia da fonti del governo italiano e dei servizi segreti e dalla stessa Sgrena, la quale aggiunge che non si trattava di un posto di blocco. February 03 Il vero Re del Rock,forse!![153]Sono passati quasi cinquant'anni. La notte tra il 2 ed il 3 febbraio del 1959, un piccolo aeroplano Beechcraft Bonanza registrato con il numero N3974N e diretto a Fargo North Dakota, precipita a causa di una tormenta di neve pochi minuti dopo essere decollato da Mason City, Iowa.
February 02 Sid il Cattivo[152]Da oggi e fin quando ne avrò tempo e voglia innauguro una nuova "rubrica" ovvero ACCADDE OGGI, una sorta di tentativo di ricordare cosa è sucesso nella giornata odierna negli anni passati; sia ben inteso gli argomenti sono scelti da me secondo i miei gusti e i miei interessi quindi non aspettatevi altro che quello che sono solito riversare in queste pagine ovvero un occhio sul sociale senza disdegnare la politica con un interessa per la musica arte letteratura e cose simili ovvero quelli che solitamente sono i miei comuni interessi.
E ora a noi
Il due febbraio del 1979 ha fine l’epopea di Sid Vicious(John Simon Ritchie - Londra, 10 maggio 1957 - New York, 2 febbraio 1979 - noto come Sid il Cattivo), per molti vera e propria vittima di tutta la circense vicenda dei Pistols. Ben 29 anni orsono Sid viene trovato morto per un’overdose a New York, nell’appartamento di un’amica (e nuova fiamma): la vicenda dell’omicidio di Nancy è ancora fresca, lui è appena uscito su cauzione.
La polizia gli sta col fiato sul collo, i Sex Pistols sono esplosi in mille schegge, lui è troppo fatto e ingenuo per approfittare della situazione. Il massimo che riesce a fare è cercare il conforto di personaggini a lui affini, tipo Johnny Thunders e compagnia bucherellante. Difficile dire come sia andata, ma il risultato è quello che tutti conosciamo. A rendere un po’ più amaro il sapore della vicenda contribuisce il fatto che dopo la scomparsa di Sid il processo fu interrotto e nessuno si occupò più del caso della morte di Nancy, su cui permangono moltissimi dubbi e in cui potrebbe essere implicata almeno un’altra persona. January 02 Novità??[151]Ho approfittato delle vacanze natalizie per togliere un pò di polvere dalle cose vecchie e quindi anche dal blog; purtroppo sono il tipo che si affezione alle cose così come alle persone in generale che mi circondano e seppur ritenedo ormai un pò inutile e superfluo tenere questo spazio bhe non riesco a cestinarlo è comunque una parte di me ci ho buttato sopra pensieri sensazioni stati d'animo nel corso degli ultimi 3 anni ormai e così mi ostino a mantenerlo in vita in una sorta di accanimento terapeutico sono infondo, un pò come tutti, egoista a modo mio. Così di tanto in tanto continuo a metterci su foto di vita vissuta insieme alla mia "famiglia"; anzi no famiglia senza vrgolette perchè in fondo sono loro la mia famiglia quegli amici su cui sai di poter sempre fare sicuro affidamento quelli con cui ti diverti e ci litighi proprio come dei veri fratelli quelli che non esitano a mandarti a fare in culo e dirti che sei uno stronzo quando continui imperterrito a sbagliare e a farti del male in una sorta di autolesionismo volontario per punirti poi da chissà cosa che nemmeno tu sai. E allora in questa sorta di bilancio di fine/inizio anno in cui ongiuno di noi credo riponga bun ipropositi per il nuovo anno rinnovo alla mia famiglia gli auguri di un buon anno in cui,cazzo, finalmente le cose vadano almeno in parte come ci si augura.
Estendo i suddetti auguri a tutti quelli che mi conoscono e non, e anche a chi non mi caga manco di strisco o chi capita x sbaglio da queste parti tramite link di spaces di amicie parenti
A presto, forse. September 23 I Pink Floyd senza Wright[150]Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd già al momento della creazione del leggendario gruppo rock a metà degli anni sessanta a Cambridge, è morto all'età di 65 anni d'età, a causa di un tumore. Il musicista ha avuto un ruolo importante - sotto il profilo creativo ed esecutivo - in una serie di grandi album della band, come The dark side on the moon e Wish you were here . Per il primo disco, fu l'autore di alcune canzoni come The great gig in the sky e Us and them (1973). Wright ha continuato a far parte dei Pink Floyd in tutte le sue varie incarnazioni, anche dopo l'uscita di Roger Waters nel 1985. Ha dato anche un contributo importante alla nascita dell'ultimo grande album dei Pink Floyd, The division bell . Il musicista aveva incontrato gli altri membri fondatori del gruppo, Roger Waters, Nick Mason e Syd Barrett, che uscì dopo circa due anni, al college dove erano tutti studenti. Fondarono prima un altro gruppo che si chiamava Sigma 6, successivamente diventato Pink Floyd. Lasciò la band agli inizi degli anni '80 per dedicarsi all'attività di solista, per poi rientrare nel gruppo nel 1987 per partecipare al nuovo cd, A momentary lapse of reason . August 05 OnAir[149]La Menade Danza nel buio
Gia svaniscono, July 23 20 più 20 anni dopo[147]Il decennale del 1968 non fu un anniversario. Proprio in quell’anno si concludeva infatti drammaticamente, con il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, quel lungo ciclo di conflittualità sociali e tensioni politiche che si era messo in moto nella seconda metà degli anni ’60: il lungo ’68 italiano. Solo un anno prima, il 1977 aveva aperto nuove lacerazioni e messo in luce l’emergere di un panorama sociale frammentato, agitato dagli esordi inquietanti e incerti di un diverso sistema produttivo. I nuovi rivoltosi, i “non garantiti” (pionieri di una condizione che sarebbe diventata di massa ), segnavano già la differenza dai fratelli maggiori del ’68, dalla loro mentalità, dalle loro ideologie, dalle loro forme di organizzazione politica, ma non avevano operato una vera e propria soluzione di continuità, vivevano e agivano all’interno di quel medesimo ciclo – peraltro già fratturato al suo interno dalla rivoluzione femminista. Il ‘68 non era ancora una data “storica”. Cosicché fu il 1988, il ventennale, il primo anniversario della grande rivolta. L’aria era davvero cambiata, il ciclo compiuto, la “controrivoluzione neoliberista” trionfalmente in marcia, sebbene ancora inconclusa. Gli anni ’80 volgevano ormai al termine ed erano stati teatro di una impietosa resa dei conti con il decennio precedente, laddove l’intreccio tra fatti sanguinosi, trasformazioni sociali e presa di parola di nuove soggettività era stato dipanato dai tribunali, sciolto in una generale demonizzazione dei conflitti, nel culto della “governabilità” e in una totale diffidenza verso tutto ciò che proveniva “dal basso”. La passione per gli “affari” sommergeva la politica, e un amore si chiamava ormai “investimento affettivo”. Tutto era cambiato e si poteva dunque cominciare a tracciare un bilancio, avviare una indagine storica, chiedersi cosa era stato, il come e il perché di quegli eventi e di quegli esiti. Senza nulla concedere a un autocelebrazione nostalgica, non si poteva rimanere silenziosi di fronte alla lettura cinica e sprezzante che i pentiti e i parvenus degli anni ’80 davano del decennio dei movimenti. Si faceva storia ragionando politicamente e si ragionava politicamente guardando alla storia. Guardiamo ai movimenti del ’68 su scala mondiale, cogliendone il carattere globale “ante litteram”, nonché le diverse temporalità. Il lungo ciclo di conflitti in Italia non ebbe, infatti, corrispondenti in altri paesi del mondo. Il maggio francese bruciò in fretta, il movement americano declinò con la fine della guerra vietnamita nel 1975, in Germania restò uno strascico di radicalità isolata e un’eredità tinta di verde, in Cecoslovacchia i carri sovietici avevano chiuso la partita in pochi mesi. I grandi miti terzomondisti erano caduti uno dietro l’altro. Certo non si poteva imputare a chi aveva manifestato sostenendo la lotta di popolo vietnamita e cambogiana i boat people e i massacri di Pol Pot, ma quelli erano gli esiti sotto gli occhi di tutti e bisognava farci i conti senza omissioni o ipocrisie. Tuttavia, in quel ventennale, mancava ancora un anno per entrare pienamente nel tempo presente. Il 1989 fu considerato da alcuni come l’effetto di un mancato o interrotto ’68 nell’Europa dell’est, o come un frutto tardivo di quello mondiale; da altri, al contrario, come la certificazione storica della sua conclusione e della sua sconfitta. Certo anche nell’89 una cappa era stata infranta, molte libertà conquistate, una grande voglia di cambiamento si era messa in moto: anche i grigi paesi dell’est ebbero la loro “carnevalata” (così De Gaulle aveva definito il maggio francese). Ma avrebbero avuto anche la conseguente quaresima, e cioè il duro apprendistato dell’economia di mercato e gli orrori dei nazionalismi contemporanei. L’epoca senza qualità che si è aperta da allora e che ci ha transitati nel XXI secolo apre, all’indietro, nuove domande sull’epoché del 68 e sui suoi effetti, più dense e più ruvide di quelle che ad ogni anniversario puntualmente rispuntano nei media, riducendolo a un passaggio della modernizzazione e della democratizzazione riassorbito dalla storia sempre uguale del potere.
Ma poi bisognerà riparlarne il prossimo anno, celebrando il ventennale dell’89 che è già dietro l'angolo.
La guerra in Vietnam Il Vietnam resta l’esempio unico di una guerra che fu combattuta non solo nella giungla e nelle risaie ma nelle strade nelle piazze e nelle università di tutto il mondo. La sconfitta Usa da li ebbe origine, più politica che militare. Solo più tardi sarebbe arrivata la delusine: presto il Vietnam finì di rappresentare un simbolo e una speranza
La Spagna Franchista In Spagna è all’ordine del giorno l’uscita dalla dittatura del generalissimo Franco. Studenti e operai sono l’elemento scatenante di un sovvertimento istituzionale che si concluderà più tardi con il ritorno ad una forma di monarchia costituzionale. Univeristà e Asturie i pumti caldissimi del 68 spagnolo con la nascita della Comisiones Obreras.
Il lungo 68 italiano In Italia il sessantotto nasce prima, nelle università occupate, e si prolunga dopo, fino all’autunno operaio del 1969 che segna il momento di massimo scontro sociale nell’italia del dopoguerra. Una caratteristica del 68 italiano è la forte interazione con la cultura e le forme della politica dei partiti di sinistra. L’altra è la durezza delle repressioni di polizia sia verso gli studenti che verso gli operai.
La breve primavera di Praga e Varsavia Da marzo ad agosto: Polonia e Cecoslovacchia provano a rinnovare il oro socialismo reale. Alla testa ci sono anche qui studenti e operai, ma anche dirigenti come Dubcek che credono possibile riformare il sistema stani lista che ai loro paesi era stato imposto. Durerà sino ai carri armati e fino al rogo, sulla piazza Venceslao, dello studente Jan Palach il 16 gennaio 69
L’altra America in rivolta Le radici sono a Berkelay, California, nel movimento antiautoritario per la libertà di parola. Ma nel 68 il movimenuo Usa si fa anche nero, nei ghetti, e pacifista, nelle università bianche. Due facce della contestazione che non si incontreranno mai per davvero. Pantere nere da una parte, fin sul podio di Città del Messico, radicals dall’altra
RTF – La rivolta studentesca La rivoluzione politica e morale del popolo tedesco contro le ombre della democrazia autoritaria e del passato nazista. Studenti dell’ Sds contro l’editore Springer e la sua campagna di odio. L’attentato a Rudi Dutschke, la legislazione d’emergenza e la nascita della Raf
Il maggio francese Un paese in mano agli studenti. Il regime gollista sembra vacillare, dopo aver scatenato la polizia per il Quartiere Latino e le università. È il Maggio, una stagione felice cui seguirà tuttavia il ritorno di De Gaulle con un memorabile discorso alla nazione e il ritorno della Quinta Repubblica La fine della rivoluzione culturale La Cina suggerisce all’occidente un comunismo “non imborghesito”, diventa l’emblema di un terzo mondo rurale e rivoluzionario. Il maoismo, le Comuni popolari, la frattura con Urss, i Cento fiori, la Rivoluzione culturale. Un paese mitico e un po’ sconosciuto. Qui il 68 è in realtà l’anno in cui gli studenti escono di scena, l’anno della normalizzazione della Rivoluzione culturale.
Il 68 nella Grecia dei colonnelli
Nel novembre del 68 il corteo per il funerale dell’anziano Papandreu, a capo del governo prima del colpo di stato dell’aprile del 67, si trasforma in una manifestazione contro la giunta dei colonnelli. Sarà l’ultima insurrezione duno al novembre del 1973, quando ad Atene gli studenti del Politecnico su barricano all’interno dell’università. La fine della rivolta concide con la caduta della dittatura militare di Papadopoulos.
Movimenti e repressione nell’America Latina Negli anni sessanta, guerriglie e rivolte studentesche da una parte e autoritarismo militarista dall’altra percorrono in modo trasversale quasi tutti gli stati dell’America Latina. La Rivoluzione cubana. Che Guevara. Il massacro a piazza delle tre culture di Città del Messico. Il gholpe di Pinochet in Cile nel 73. il capitalismo-imperialismo tornerà a dominare, Cuba esclusa, l’intera area
Zengakuren – La lotta degli studenti giapponesi La nascita della nuova sinistra in Giappone, che precede di un decennio il 68, è intrecciata al periodo di occupazione americana. La lega nazionale degli studenti (Zengakuren) individua nella riorganizzazione autoritaria del capitalismo giapponese e nella sua alleanza con l’imperialismo Usa i principali ostacoli a una vera democratizzazione. Nel 68 Tokyo è assediata da studenti e operai
La contestazione nelle università inglesi
La London School of Economics(Lse), epicentro della rivolta studentesca tra il 67 e il 69. Il con gresso “Dialettiche della liberazione”. Le manifestazioni contro la guerra e contro le armi batteriologiche. Ma la Gran Bretagna e soprattutto il luogo dove nasce il nuovo costume: i rockers i mods e i Beatles July 10 OnAir[146]Artista: Jimi Hendrix
Well she's walking through the clouds
Guarda, sta passando tra le nuvole June 15 Ricerca sulla Francia[145]Questo intervento solo per precisare alcune cosucce sui "cugini" transalpini dato che magari in settimana non potrò commentare l'evento della partita Italia-Francia(bha forse ci rifirano 3 palloni ma non credo proprio) di solito non mi dilungo a parlare di calcio per quanto mi piaccia seguirlo nella vita di tutti i giorni ma il ct francese mi sta troppo sulle pa ..mm scusate sullo stomaco ma che cavolo te la tiri a fare. Questa è per tutti i filo-francesi che bistrattano il bel paese
RICERCA SULLA FRANCIA
======================= Produzione e impieghi : La Francia è famosa per : E' inoltre rinomata per : - la moda, la quale cede il passo solo a quella Italiana. -Zidane..che è algerino
-Thuram...che è delle Guadalupe -Boumsong...che è camerunense -Malouda...che è guyanese
E altri che ora dimentico
May 30 On AIr[144]Fade To Black Life it seems will fade away Svanire Nel Nulla
Sembra che la vita svanirà May 20 OnAir[143]99 Posse/Bisca Tu lo chiami Dio – 1995
Tu lo chiamo dio ma io non lo conosco May 12 COCA-COLA E LA COLOMBIA[142]La multinazionale nordamericana persegue in Colombia una politica di totale precarizzazione della manodopera, attraverso l'utilizzo di lavoratori temporanei, i quali vengono continuamente sostituiti e sono costretti ad associarsi in cooperative per essere pagati secondo il lavoro realizzato. Con questo sistema la retribuzione può scendere al di sotto del salario minimo previsto dalla legge, che oggi è di 375.000 Pesos, circa 125 Euro al mese. Il sindacato chiede che questo tipo di flessibilità finisca, che tutti i lavoratori abbiano contratti stabili e che i salari permettano ai lavoratori di vivere bene. Il Sinaltrainal chiede inoltre di fermare la politica di delocalizzazione e chiusura degli impianti (ne sono stati chiusi undici), con la soppressione di fabbriche che tradizionalmente hanno operato in Colombia, perchè causano disoccupazione e impoverimento delle regioni dove storicamente vi è questa presenza. Il sindacato esige che questi impianti rimangano aperti, che i lavoratori che stavano lì continuino a lavorare, che si mantengano quelle strutture anche perché i municipi e le regioni dove si trovano possano continuare ad avere delle entrate attraverso le tasse. Altri fatti gravi riguardano la persecuzione e l'assassinio dei lavoratori che si iscrivono al Sindacato, la violazione delle libertà sindacali e gli innumerevoli casi di sequestri, intimidazioni, torture e incarcerazioni arbitrarie che spesso avvengono nel mezzo di trattative e negoziazioni con l'impresa. Per portare avanti la massimizzazione dei profitti e la politica di contenimento dei costi attraverso la precarizzazione dei lavoratori, è necessario annientare il sindacato che a questa politica si oppone con forza. E’ una politica violentissima che si prolunga dal 1987 . Nel paese è in corso uno stato di guerra non dichiarata che gruppi paramilitari chiamati AUC (Autodifese Unite di Colombia),appoggiati dall’Esercito regolare e dalla polizia e coperti dal Governo (in seguito ai crimini nessuno viene processato) portano avanti contro tutte le organizzazioni sindacali, politiche, indigene e contadine colpevoli di non condividere la politica neoliberista del Governo di Alvaro Uribe Velez. Da circa 30 anni esiste un’alleanza tra proprietari terrieri, industriali, banchieri, grandi burocrati dello Stato ,partiti politici tradizionali, militari, membri delle forze di sicurezza dello Stato e nordamericani. Questi soggetti, uniti ai narcotrafficanti, hanno disegnato un progetto di aggressione contro la popolazione su territorio nazionale. Agiscono con la guerra selettiva: assassinio dei dirigenti politici e sociali di sinistra e generalizzazione del terrore con massacri senza nessuna motivazione apparente che servono a fare in modo che la popolazione,i sindacati, i contadini non si organizzino e non protestino contro l’operato dello Stato e contro il neoliberismo (precarizzazione del rapporto di lavoro, smantellamento dello Stato Sociale), che in Colombia ha prodotto un livello di povertà estrema. Il paramilitarismo opera con impunità assoluta, colpisce in accordo con gli ordini impartiti dai capi politici: le oligarchie, le multinazionali e i capi militari. I paramilitari compiono una funzione antisovversiva, in linea con la dottrina per la sicurezza nazionale applicata dai nordamericani: distruggere qualsiasi base sociale e qualsiasi legame possa avere la popolazione con le forze insorgenti della Colombia per impedire che abbiano un appoggio politico e sociale. L'obiettivo è quello di controllare le zone del territorio dove forti sono gli interessi del grande capitale straniero e di garantire la totale libertà d'azione delle multinazionali (perchè possano attuare una politica di privatizzazione). Per questi motivi sono stati uccisi 4.000 sindacalisti negli ultimi 18 anni in questo paese.Altri sono dovuti fuggire o sono stati incarcerati e torturati. Ci sono state pressioni anche sulle famiglie dei dirigenti. Il Sindacato è una delle più importanti organizzazioni che cercano di contrastare tali ingiustizie. Per restringerne la possibilità di rappresentanza la Coca-cola utilizza lavoratori interinali, che in Colombia non godono di nessuna tutela, neanche del diritto al salario minimo. Il Sindacato lotta per far finire questa persecuzione e perchè la Coca-cola smetta di violare il diritto a sindacalizzarsi: i lavoratori non sindacalizzati che hanno un contratto a tempo indeterminato vengono obbligati a rinunciare alle convenzioni collettive di lavoro e vengono isolati. Se un lavoratore parla con un lavoratore sindacalizzato l’impresa gli sospende il contratto. La Coca Cola deve rispettare le normative minime sul lavoro in vigore nel pae-se, sancite dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Deve rispettare le convenzioni collettive, smettere di operare in modo arbitrario violando tutti i passaggi determinati dalla legge colombiana e infrangendo tutti i prin-cipi stabiliti a livello internazionale sulla libertà sindacale. Non deve aggirare il riconoscimento dei diritti minimi dei lavoratori con l'assunzione di manodopera attraverso aziende di intermediazione. Per questa politica di repressione, presso il tribunale di Atlanta, USA, il SINALTRAINAL ha depositato una richiesta di incriminazione contro la Coca-Cola, per violazione dei diritti umani. Questi fatti hanno spinto il Sindacato colombiano a lanciare una campagna per il boicottaggio di tutti i prodotti della Coca Cola Company (espulsione dai centri educativi, dalle scuole, dalle università, dagli spazi pub-blici, sportivi, culturali e sociali) alla quale hanno aderito centinaia di associazioni di tutto il mondo!! April 29 Giornata tipo[141]Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e April 16 Lo sapevate[140].......che è impossibile succhiarsi il gomito. .......che la Coca Cola era originariamente verde. ......che è possibile fare salire le scale ad una vacca ma non fargliele scendere. .....che il gracchiare di un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa perché. ......che ogni re delle carte rappresenta un grande re della storia: Picche: Re David. Fiori: Alessandro Magno. Cuori: Carlo Magno. Quadri: Giulio Cesare. .......che moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene 12.345.678.987.654.321. .......che se una statua nel parco di una persona a cavallo ha due piedi alzati, la persona è morta in combattimento, se il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate, la persona è morta ferita in combattimento, se il cavallo ha le quattro zampe per terra, la persona è morta per cause naturali. ...........che il nome Jeep viene dall'abbreviazione dell'esercito americano auto per le "General Purpose", cioè " G.P." pronunciato in inglese. ......che è impossibile starnutire con gli occhi aperti. .......che i destri vivono in media nove anni più dei mancini. .......che lo scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire........ di fame. ......che gli elefanti sono gli unici animali del creato che non possono saltare. .......che una persona normale ride circa 15 volte al giorno. .......che la parola cimitero proviene dal greco "koimetirion" che significa: dormitorio. .......che nell'antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza tener conto del consenso del Re (a meno che non si trattasse di un membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio doveva chiedere permesso al re, il quale consegnava una targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre avevano rapporti. La targhetta diceva "Fornication Under Consent of the King" (F.U.C.K.). Questa è l'origine della parola. .......che durante la guerra di secessione, quando tornavano le truppe ai loro quartieri senza avere nessun caduto, mettevano su una grande lavagna "0 Killed" (zero morti). Da qui proviene l'espressione " O.K." per dire va bene. .......che nei conventi durante la lettura delle sacre scritture,quando ci si riferiva a San Giuseppe (San José in spagnolo), dicevano sempre "Pater Putatibus" e per semplificare " P.P.". Ecco perché si chiamano "Pepe" tutti quelli che si chiamano José. .......che nel Nuovo Testamento nel libro di San Matteo dice che "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli". Il problema è che san Gerolamo, il traduttore del testo, interpretò la parola "Kamelos" come cammello, quando in realtà in greco "Kamelos" è quel cavo d'ormeggio utilizzato per legare le barche ai moli. In definitiva il senso della frase è lo stesso ma quale vi sembra più coerente? .........che quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, sispaventarono nel vedere degli strani animali che facevano salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo (gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che l'indio diceva sempre "Kan Ghu Ru" adottarono il vocabolo inglese "kangaroo"(canguro). I linguisti determinarono dopo ricerche che il significato di quello che gli indigeni volevano dire era "Non vi capisco"... .......che l'80 % delle persone che leggono questo testo hanno cercato di succhiarsi il gomito!!! April 07 OnAir[139]Afterhours Ci sono molti modi
E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai April 03 Casalvelino[138]Domenica 30 marzo il tempo è stato finalmente clemente dopo circa una settimana di pioggia e ci ha regalato una giornata primaverile. Appuntamento alle 10meno un quarto ad Alfaterna e causa ora solare la maggiorparte dei partecipanti mi sembravano abbastanza stronziati per l'ora in meno di sonno ma cosa non si fa per uscire con le moto; Un quarto d'ora di attesa per i più ritardatari si approfitta per fare il pieno alle bimbe e 2 chiacchiere per svegliarsi e alle 10 in sella. Lungo la strada un paio di soste per incontrarci con altri amici e poi tutt'iniseme ci si incammina verso caslvelino una bella passeggiata (eh si all'andata l'andatura è stata da passeggiata causa manifestazione ciclistica e controlli multipli sulle strade) verso le 12 arriviamo a destinazione dove i partecipanti daranno il meglio di loro stessi cacciando "merenne" indicibile gia a mezzogiorno (che poi causa ora avanti sarebbero state le 11, vabbhe lasciamo stare) Godutosi il fugace pasto i nostri eori si mettono alla ricerca di un bar per potersi vedere il granpremio di moto gp peccato che i bar so riseccati e non hanno la tv o forse non vogliono accogliere una manipolo di motociclisti nel loro locale bha fatto sta che ne troviamo uno dopo un'oretta a gara gia iniziata. Mentre gli altri si concentrano sulla tv io e il buon mantas ne approfittiamo per andare a cercare un distributore aperto o una 24ore per fare un pò di benza.Il gruppo inizia a dividersi e a salutarsi chi gia è rientrato a casa per pranzo chi si è avviato nel primo pomeriggio infine rimaniamo una decina a tornare tutti insieme verso i nostri lidi. Grazie a tutti per la partecipazione e per averci regalato questa bella giornata March 18 Terminio[137]Gran bella giornata Cronaca: Sveglia colazione e doccia in gran fretta perché come al solito ho messo la sveglia contando tutto al minuto e contando soprattutto sul quarto d’ora di tolleranza sull’orario di appuntamento. Bhe controllo la bimba in modo rapido do un occhio in giro guanto casco giubbino bene c’è tutto in sella si parte. Arrivo all’appuntamento dove gia ci sono praticamente tutti quelli che partono da Napoli aspettiamo giusto un altro po’ eventualmente ci fossero altri ritardatari e poi via si parteeeee. Arriviamo all’appuntamento di Serino e meno male che non eravamo gli ultimi comunque verso le 11e30 iniziamo a salire il monte; L’aria è fresca ma si sta bene ma più saliamo e più fa fresco sino a incontrare la neve ci fermiamo in uno spiazzo per fare due chiacchiere chi prova la moto di altri e immancabile la guerra con le palle di neve eheheh. Ore "nonmiricordo": scendiamo dal monte per dirigerci al ristorante. Piccolo incidente di percorso, Luca Gasgas è scivolato facendo un bel doppio carpiato nella neve (per fortuna), ma fortunatamente nulla di rotto per il centauro, ma povera moto il suo Fireblade ha riportato due carene da cambiare e pedalino del cambio rotto . E' stato bellissimo vedere come nel momento del bisogno tutti si sono fermati ad aiutare il caro amico caduto: Chi lo aiutava a rialzarsi, chi bloccava la strada sia in discesa che in salita per evitare altri spiacevoli eventi, chi risaliva per avvisare gli altri di andar piano e stare attenti. Ed eccoci qui poi al ristorante pronti per un bel pranzo: antipasto della casa e grigliata mista di carni con patatine fritte. Tante risate al ristorante, tutti gli altri clienti ci guardavano come fossimo alieni di una dimensione parallela ma vabbè "motociclisti strana meravigliosa gente". Sorridevamo a tutti, salutavamo tutti e i bambini ci guardavano incantati. Allego come sempre una miriade di foto nella sezione album ciaoooooooo OnAir[136]In Loving Memory
Alter Bridge
Thanks for all you've done I've missed you for so long I can't believe you're gone In loving memory
You still live in me I feel you in the wind You guide me constantly
I've never knew what it was to be alone, no Cause you were always there for me You were always there waiting And ill come home and I miss your face so Smiling down on me I close my eyes to see
And I know, you're a part of me And it's your song that sets me free I sing it while I feel I can't hold on I sing tonight cause it comforts me
I carry the things that remind me of you In loving memory of The one that was so true Your were as kind as you could be And even though you're gone You still mean the world to me
I've never knew what it was to be alone, no Cause you were always there for me You were always there waiting But now I come home and it's not the same, no It feels empty and alone I can't believe you're gone
And I know, you're a part of me And it's your song that sets me free I sing it while I feel I can't hold on I sing tonight cause it comforts me
I'm glad he set you free from sorrow I'll still love you more tomorrow And you will be here with me still
And what you did you did with feeling And You always found the meaning And you always will And you always will And you always will
Ooo's
And I know, you're a part of me And it's your song that sets me free I sing it while I feel I can't hold on I sing tonight cause it comforts me
In Amorevole Memoria
grazie per tutto quello che hai fatto mi sei mancata per così tanto tempo non posso credere che te ne sei andata vivi ancora in me ti sento nel vento mi guidi costantemente
non ho mai saputo cosa significasse essere soli, no perchè eri sempre qui per me eri sempre qui aspettando e io tornerò a casa e mi macherà il tuo volto che mi sorride e chiudo gli occhi per vedere
e io lo so, tu sei una parte di me ed è la tua canzone che mi fa sentire libero io la canto mentre penso che non posso andare avanti io canto stanotte perchè questo mi conforta
ho portato le cose che mi ricordano di te in amorevole memoria di quella che è stata così vera tu sei stata così come potevi essere e anche ora che sei andata significhi ancora il mondo per me
non ho mai saputo cosa significasse essere soli, no perchè eri sempre qui per me eri sempre qui aspettando ma ora torno a casa e non è lo stesso, no sembra così vuoto e solo non posso credere che sei andata
e io lo so, tu una parte di me ed è la tua canzone che mi fa sentire libero io la canto mentre penso che non posso andare avanti io canto stanotte perchè questo mi conforta
sono contento che lui ti liberi dalla tristezza ti amerò ancora di più domani e tu sarai ancora qui con me
e ciò che hai fatto lo hai fatto con sentimento e ne hai sempre trovato il significato e tu sarai sempre... e tu sarai sempre... e tu sarai sempre...
Oooo si
e io lo so, tu sei una parte di me ed è la tua canzone che mi fa sentire libero io la canto mentre penso che non posso andare avanti io canto stanotte perchè questo mi conforta |
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